Passione, è questa la parola che meglio di tutte sintetizza il mio incontro con Giorgio, proprietario dell’azienda agricola “Il Palagione”: è infatti la sua antica ma mai sopita passione per le stelle a donare il nome alle bottiglie prodotte; è la passione per la Toscana che ha condotto lui e sua moglie sin qui, fra i boschi di Castel San Gimignano, costringendolo a fare su e giù dalla natìa Milano per ben diciotto anni; ed è la passione per la campagna e per il buon vino che lo ha spinto a mollare lo stress della città per trascorrere il resto dei propri giorni fra botti e vigne, impegnato nella realizzazione del proprio sogno. “Non si deve mai smettere di sognare”, ammonisce Giorgio, e se la passione e la capacità di sognare non sono magari sufficienti ad ottenere buoni risultati, probabilmente ne sono tuttavia condizione necessaria.
Con le sue cinquantamila bottiglie prodotte all’anno, Il Palagione sembra rappresentare un’armonica sintesi
fra tradizione e innovazione: attenzione ai vitigni autoctoni, produzione certificata biologica e impiego
di lieviti indigeni da una parte, utilizzo abbastanza diffuso della barrique per avere vini subito “pronti”
dall’altro, il tutto si fonde in un unicum privo di quegli eccessi tanto di moda che finiscono col rendere
spesso una bottiglia di vino più simile ad un manifesto ideologico che non ad uno strumento per il piacere.
L’80% circa delle vendite è diretto verso l’estero, Giappone, Germania e Stati Uniti su tutti, e il proprietario ha di recente acquistato nuovi terreni a San Gimignano, con l’intenzione – almeno in una prima fase - di vinificarne le uve a parte. Cinque gli assaggi propostimi, fra cui spiccano Vernaccia di San Gimignano Docg e Chianti Colli Senesi Docg, le bottiglie che costituiscono di fatto l’ “ossatura” dell’azienda.
HYDRA Vernaccia di San Gimignano 2013: il naso è quello tipico di una Vernaccia 100%, un po’ timido e in punta di piedi, ma capace di regalare ai più pazienti piacevoli sorprese: timo limonato, agrumi, acacia e gesso su tutti, con buona intensità ed eleganza.
In bocca il vino è di buon corpo, caldo (a Castel San Gimignano, mi dice Giorgio, si fatica a rimanere sotto i 13%), fresco, sapido, con un leggero retrogusto di mandorla amara, non molto persistente. Abbinamento ideale con i crostacei, ma attenzione alla piccantezza del piatto che potrebbe stridere con il leggero retrogusto amaricante del vino.
ORI Vernaccia di San Gimignano Riserva 2011: si presenta al naso con canfora, pompelmo e note conferite al vino dalla permanenza in legno, fra vaniglia e sentori di tabacco.
In bocca è morbida (grazie alla fermentazione malolattica svolta in botti di legno), calda, sinuosa, abbinabile a secondi di carne bianca non troppo strutturati (anche in questo caso la persistenza è sufficiente) come un coniglio, magari cotto proprio nella Vernaccia.
CAELUM Chianti Colli Senesi 2013: un 100% Sangiovese con le sue classiche e rassicuranti note di ciliegia e mammola, condite da un tocco fumé conferito al vino dal legno di secondo passaggio in cui avviene la fermentazione malolattica.
In bocca è giustamente tannico, caldo e fresco, un vino di pronta e facile beva, in linea con lo stile della casa.
L’80% circa delle vendite è diretto verso l’estero, Giappone, Germania e Stati Uniti su tutti, e il proprietario ha di recente acquistato nuovi terreni a San Gimignano, con l’intenzione – almeno in una prima fase - di vinificarne le uve a parte. Cinque gli assaggi propostimi, fra cui spiccano Vernaccia di San Gimignano Docg e Chianti Colli Senesi Docg, le bottiglie che costituiscono di fatto l’ “ossatura” dell’azienda.
HYDRA Vernaccia di San Gimignano 2013: il naso è quello tipico di una Vernaccia 100%, un po’ timido e in punta di piedi, ma capace di regalare ai più pazienti piacevoli sorprese: timo limonato, agrumi, acacia e gesso su tutti, con buona intensità ed eleganza.
In bocca il vino è di buon corpo, caldo (a Castel San Gimignano, mi dice Giorgio, si fatica a rimanere sotto i 13%), fresco, sapido, con un leggero retrogusto di mandorla amara, non molto persistente. Abbinamento ideale con i crostacei, ma attenzione alla piccantezza del piatto che potrebbe stridere con il leggero retrogusto amaricante del vino.
ORI Vernaccia di San Gimignano Riserva 2011: si presenta al naso con canfora, pompelmo e note conferite al vino dalla permanenza in legno, fra vaniglia e sentori di tabacco.
In bocca è morbida (grazie alla fermentazione malolattica svolta in botti di legno), calda, sinuosa, abbinabile a secondi di carne bianca non troppo strutturati (anche in questo caso la persistenza è sufficiente) come un coniglio, magari cotto proprio nella Vernaccia.
CAELUM Chianti Colli Senesi 2013: un 100% Sangiovese con le sue classiche e rassicuranti note di ciliegia e mammola, condite da un tocco fumé conferito al vino dal legno di secondo passaggio in cui avviene la fermentazione malolattica.
In bocca è giustamente tannico, caldo e fresco, un vino di pronta e facile beva, in linea con lo stile della casa.
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